NICHEL: INTOLLERANZA ED ALLERGIA

Scopri sintomi, diagnosi e cosa fare

Il Sistema Europeo di Sorveglianza (ESSAC) segnala il nichel come l’allergene con la più alta incidenza nella popolazione, con valori di positività che superano il 20%.
Oltre alle forme da contatto e inalazione, la dieta rappresenta oggi la principale via di esposizione, a causa dell’elevato contenuto di nichel presente in molti alimenti.

Sebbene esistano numerosi elenchi che classificano gli alimenti ricchi di nichel, la realtà è che quasi tutti gli alimenti ne contengono, seppur in quantità molto variabili.

Le due forme principali

Quando si sospetta un problema legato al nichel, è importante distinguere tra le due forme principali:

1. Dermatite Allergica da Contatto (DAC)

  • È una reazione di tipo puramente allergico.

  • Si manifesta soprattutto a livello cutaneo a seguito del contatto diretto con oggetti contenenti nichel.

  • La diagnosi si effettua tramite Patch Test o Prick Test, che evidenziano una risposta immunitaria avversa.

2. Sindrome Sistemica da Nichel (SNAS)

È una condizione più complessa, che si manifesta dopo ingestione di alimenti contenenti nichel.

Le manifestazioni possono essere:

➤ Cutanee

  • Dermatite

  • Eczema

  • Orticaria

➤ Gastrointestinali

  • Meteorismo

  • Diarrea

  • Reflusso

  • Dolori addominali

➤ Neurologiche

  • Cefalee

  • Parestesie

➤ Respiratorie

  • Riniti

  • Asma

➤ Generali

  • Fibromialgia

  • Stanchezza cronica

  • Febbricola ricorrente

Diagnosi della Sindrome Sistemica da Nichel (SNAS)

Nel caso della Sindrome Sistemica da Nichel (SNAS), la diagnosi risulta molto più complessa e spesso controversa.
Oltre ai test allergologici tradizionali, possono essere impiegati ulteriori strumenti diagnostici, tra cui:

1. Test di risposta leucocitotossica (CYTOTEST)

Valuta la reattività dei leucociti a diversi metalli, tra cui il nichel, evidenziando eventuali risposte avverse di tipo infiammatorio o immunitario.

2. Indagini genetiche specifiche

Analizzano alcune varianti genetiche associate a una maggiore suscettibilità al nichel e ad altri metalli pesanti.
I principali geni studiati sono:

  • TNF

  • GSTM1

  • GSTT1

  • Interleuchina-6 (IL-6)

Questi test possono fornire indicazioni utili sulla capacità individuale di detossificazione e predisposizione all’ipersensibilità ai metalli.

Approccio terapeutico: dieta e supporto medico

In tutti i casi, una dieta a ridotto contenuto di nichel, condotta sotto stretto controllo medico e personalizzata sulla base delle indagini diagnostiche, rappresenta il cardine del trattamento.

Questa può essere affiancata da interventi mirati ad aumentare la capacità dell’organismo di eliminare il nichel e gli altri metalli pesanti.

Un esempio è l’impiego dell’idrocolonterapia, che in alcuni protocolli clinici viene utilizzata come supporto detossificante.

Risultati attesi

Un percorso integrato di questo tipo porta, in oltre il 50% dei casi, a:

  • Scomparsa completa dei sintomi, oppure

  • Netta riduzione della sintomatologia,

il tutto senza ricorso a farmaci.

Articolo a cura di:

Dott. Eugenio Franzero

Medico Chirurgo specializzato in Nutrizione Umana

Dott.ssa Eleonora Caglieris

Biologa Nutrizionista

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