NUTRIGENOMICA

Quando il cibo dialoga con i tuoi geni

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che il cibo non rappresenta soltanto una fonte di energia e nutrienti, ma può influenzare il funzionamento del nostro organismo fino al livello più profondo: quello dei geni.

Questa è la base della nutrigenomica, una disciplina innovativa che studia come l’alimentazione e lo stile di vita possano modulare l’espressione dei nostri geni, aprendo la strada a un approccio sempre più personalizzato alla prevenzione e alla salute.

Che cos’è la nutrigenomica?

La nutrigenomica è una branca della nutrizione che analizza il rapporto tra alimenti e patrimonio genetico.

È importante chiarire un concetto fondamentale: i geni non determinano in modo assoluto il nostro destino. Sebbene il DNA rappresenti il patrimonio genetico che ereditiamo, il modo in cui molti geni vengono espressi può essere influenzato da fattori ambientali, tra cui alimentazione, attività fisica, qualità del sonno, gestione dello stress e altre abitudini quotidiane.

In altre parole, ogni scelta che compiamo ogni giorno contribuisce a creare un ambiente favorevole o sfavorevole all’espressione di determinati geni.

I geni sono davvero come un interruttore?

Una delle immagini più utilizzate per spiegare questo concetto è quella dell’interruttore.

Molti geni possono essere immaginati come “interruttori” biologici che possono risultare più o meno attivi in risposta agli stimoli provenienti dall’ambiente.

Questo fenomeno prende il nome di regolazione dell’espressione genica.

Naturalmente non si tratta di un semplice pulsante acceso o spento, ma di meccanismi biologici estremamente complessi regolati da numerosi fattori. Tuttavia, questa metafora aiuta a comprendere come le nostre abitudini possano contribuire a modulare alcuni processi coinvolti nel metabolismo, nell’infiammazione, nella risposta allo stress ossidativo e in molte altre funzioni dell’organismo.

Perché conoscere il proprio profilo genetico?

Ogni persona possiede un patrimonio genetico unico.

Questo significa che individui diversi possono rispondere in modo differente agli stessi alimenti o agli stessi stili di vita.

L’analisi genetica permette di individuare alcune varianti coinvolte, ad esempio, in:

  • metabolismo dei nutrienti;
  • risposta infiammatoria;
  • stress ossidativo;
  • metabolismo dei lipidi e dei carboidrati;
  • predisposizione a particolari caratteristiche metaboliche;
  • risposta all’attività fisica.

Le informazioni ottenute non rappresentano una diagnosi né prevedono con certezza lo sviluppo di una malattia, ma costituiscono uno strumento utile per costruire strategie nutrizionali e comportamentali sempre più personalizzate.

Come si esegue il test?

L’esame è semplice, rapido e completamente non invasivo.

È sufficiente eseguire un brush orale, ovvero un delicato prelievo di cellule dalla mucosa interna della guancia mediante un piccolo tampone.

Il campione viene successivamente analizzato in laboratorio per individuare specifiche varianti genetiche di interesse nutrizionale.

Non sono necessari prelievi di sangue né procedure invasive.

I pannelli genetici disponibili

Oggi la nutrigenomica offre diversi pannelli dedicati ad ambiti specifici della salute.

Tra quelli maggiormente richiesti troviamo:

  • pannelli dedicati alla nutrizione personalizzata;
  • pannelli sportivi;
  • pannelli cardiovascolari;
  • pannelli per il benessere e l’healthy aging;
  • pannelli dedicati alla fertilità e al benessere riproduttivo;
  • pannelli costruiti su esigenze cliniche specifiche.

La scelta del pannello più adatto viene effettuata insieme al professionista, sulla base della storia clinica, degli obiettivi personali e delle caratteristiche del paziente.

Nutrigenomica e medicina personalizzata

La medicina moderna si sta orientando sempre di più verso un approccio personalizzato.

L’obiettivo non è trovare una “dieta perfetta” valida per tutti, ma comprendere quali strategie possano essere maggiormente adatte alla singola persona.

La nutrigenomica rappresenta uno degli strumenti più promettenti in questa direzione, perché integra le informazioni genetiche con la valutazione clinica, lo stile di vita e le abitudini alimentari.

È importante ricordare che il test genetico non sostituisce la visita specialistica né una corretta valutazione nutrizionale, ma costituisce un supporto aggiuntivo per sviluppare interventi sempre più mirati e basati sulle caratteristiche individuali.

Articolo a cura di:

Dott. Eugenio Franzero

Medico Chirurgo specializzato in Nutrizione Umana

Dott.ssa Eleonora Caglieris

Biologa Nutrizionista

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