INDICE GLICEMICO E CARICO GLICEMICO

Qual è la differenza e perché è importante conoscerla?

Quando si parla di alimentazione e controllo della glicemia, si sente spesso nominare indice glicemico (IG) e carico glicemico (CG). Sebbene vengano spesso utilizzati come sinonimi, si tratta di due concetti diversi e complementari. Conoscerli può aiutare a fare scelte alimentari più consapevoli, migliorando il senso di sazietà, i livelli di energia e la salute metabolica.

Che cos’è l’indice glicemico?

L’indice glicemico (IG) misura la velocità con cui i carboidrati di un alimento fanno aumentare la glicemia dopo il consumo.

Gli alimenti vengono generalmente classificati in:

  • Basso IG: inferiore a 55
  • Medio IG: tra 56 e 69
  • Alto IG: pari o superiore a 70

Un alimento con un indice glicemico elevato provoca un aumento più rapido della glicemia, seguito da una maggiore secrezione di insulina. Questo può tradursi in un rapido calo dell’energia, maggiore fame e desiderio di consumare altri alimenti ricchi di zuccheri.

Il limite dell’indice glicemico

L’indice glicemico, però, presenta un limite importante: non considera la quantità di carboidrati realmente consumata.

Per questo motivo, valutare un alimento esclusivamente in base al suo IG può essere fuorviante.

Che cos’è il carico glicemico?

Il carico glicemico (CG) tiene conto sia della qualità dei carboidrati (indice glicemico) sia della quantità presente nella porzione consumata.

In altre parole, rappresenta una stima molto più realistica dell’impatto di un alimento sulla glicemia.

Un esempio pratico

L’anguria ha un indice glicemico relativamente elevato. Potrebbe quindi sembrare un alimento da limitare.

In realtà, una normale porzione contiene una quantità piuttosto ridotta di carboidrati, per cui il suo carico glicemico risulta basso. Questo significa che il suo effetto sulla glicemia è molto inferiore rispetto a quanto farebbe pensare il solo indice glicemico.

Ecco perché IG e CG devono sempre essere interpretati insieme.

Energia stabile o montagne russe?

Immaginiamo due colazioni.

Colazione 1

  • Cornetto
  • Spremuta di frutta

L’energia arriva rapidamente, ma spesso viene seguita da un altrettanto rapido calo della glicemia. Dopo poco tempo possono comparire:

  • fame;
  • sonnolenza;
  • difficoltà di concentrazione;
  • desiderio di dolci.

È il classico effetto “picco e crollo”.

Colazione 2

  • Yogurt greco
  • Fiocchi d’avena

In questo caso, grazie alla presenza di proteine, fibre e carboidrati a più lento assorbimento, il rilascio di glucosio è più graduale. Il risultato è una maggiore sazietà e livelli di energia più costanti fino al pasto successivo.

Il semaforo dei carboidrati

Per orientarsi nella scelta degli alimenti può essere utile immaginare un semplice “semaforo”.

🔴 Alimenti ad alto indice glicemico

Da consumare con maggiore attenzione, soprattutto se da soli.

Alcuni esempi sono:

  • pane bianco;
  • riso bianco;
  • patate;
  • merendine;
  • bibite zuccherate.

🟡 Alimenti a medio indice glicemico

Possono essere inseriti tranquillamente all’interno di un’alimentazione equilibrata.

Tra questi troviamo:

  • banana;
  • mais;
  • uva.

🟢 Alimenti a basso indice glicemico

Favoriscono un rilascio più graduale del glucosio.

Ne fanno parte:

  • legumi;
  • avena;
  • cereali integrali;
  • frutti di bosco;
  • verdure.

Come ridurre i picchi glicemici

La buona notizia è che non è necessario eliminare gli alimenti ad alto indice glicemico.

Spesso è sufficiente imparare ad abbinarli correttamente.

Alcune strategie efficaci includono:

  • aggiungere verdure, ricche di fibre;
  • utilizzare olio extravergine di oliva come condimento;
  • inserire una fonte di grassi buoni, come la frutta secca;
  • accompagnare il pasto con una fonte proteica.

Questi accorgimenti rallentano lo svuotamento gastrico e la velocità di assorbimento dei carboidrati, contribuendo a mantenere una glicemia più stabile.

Il messaggio da ricordare

L’obiettivo non è avere paura dei carboidrati né eliminarli dalla dieta. I carboidrati rappresentano una delle principali fonti di energia del nostro organismo e possono far parte di un’alimentazione sana.

La differenza la fanno la qualità degli alimenti, le porzioni e gli abbinamenti.

Imparare a conoscere indice glicemico e carico glicemico significa fare scelte più consapevoli, migliorare il controllo della fame e mantenere livelli di energia più costanti durante la giornata.

Articolo a cura di:

Dott. Eugenio Franzero

Medico Chirurgo specializzato in Nutrizione Umana

Dott.ssa Eleonora Caglieris

Biologa Nutrizionista

Per maggiori informazioni o per prenotare un visita con noi

PRIVACY & COOOKIE POLICY

PRIVACY POLICY COOKIE POLICY
  • Sede di Torino

    Corso Stati Uniti, 39
    10129 Torino TO

  • Sede di Milano

    Via Cerva, 25
    (presso Studio SONNOMEDICA)

  • Sede di Roma

    Via Sergio I, 32
    (SAINT PETER MEDICAL CENTER)

© 2024 Studio Medico Dott. Eugenio Franzero – P.IVA: 07181860011 – Designed by Daimon Art Web Agency